L'isola di Bergeggi: tra leggenda e mistero

L’attimo precedente: il libro di Francesca Bertha. Ecco come è nata la spettinata montagnetta del Ponente Ligure. Leggi un estratto del racconto Ghandi, il gabbiano

 /  / 

Bergeggi (Savona) - Lunedi 6 luglio 2015

Infilando lo sguardo tra le palme, non lontano dalla costa s’intravedeva il rassicurante, ma misterioso verde scuro dell’isola di Bergeggi avvolta in una leggera foschia. Sin da bambino, la prima cosa che Sandro Picasso controllava ogni mattina era se l’isolotto fosse ancora al suo posto. «Vedrai che un giorno quest’isola, come è venuta, se ne andrà di qui», diceva spesso quando capitava che l’oggetto della conversazione fosse proprio quella simpatica e spettinata montagnetta alta una cinquantina di metri e ricoperta di macchia mediterranea, messa lì nel mare a poche decine di metri dalla spiaggia.

Quando diceva così, la gente iniziava a prenderlo bonariamente in giro, dicendogli che era fuori di testa. Ma lui non aspettava altro: gli bastava la prima battutina sull’argomento affinché cominciasse a raccontare la leggenda di Bergeggi, condita a modo suo, come se dovesse impiattare un’orata alla griglia. «Belin, voi scherzate, ma ve la immaginate la faccia dei vostri avi quando un bel giorno si svegliano e vedono arrivare dal nulla questa cosa? Un bosco natante! Qualcosa che non avevano mai visto. Un pianeta potenzialmente popolato da alieni nascosti nella foresta!» Sandro accompagnava il proprio racconto con generosi gesti teatrali, rischiando a volte di far cadere per terra qualche piatto o suppellettile del locale, modulando la voce a seconda della drammaticità di ciò che stava dicendo: «In paese si scatena il caos, gli uomini si armano fino ai denti, le donne strillano e cercano di portare in salvo i bambini, gli anziani pregano. L’isola nel frattempo si avvicina sempre di più alla costa, e quando è a poche decine di metri di distanza, fa una virata, si gira su sé stessa, si sposta leggermente più in là e si ferma. Passa qualche minuto, e al posto dei temuti pirati, si palesano due santi, Eugenio e Vendemiale, giunti qui perché in fuga dalle persecuzioni dei Vandali».

Quando era in vena, il racconto di Sandro proseguiva ancora per molto, fino a sviscerare la faccenda delle spoglie di Sant’Eugenio, che secondo la leggenda, nonostante traslate a Noli, sarebbero poi misteriosamente tornate sull’isola. Era però ormai da un bel po’ che Sandro Picasso, il ristoratore più noto della zona, non si scatenava più in questi vivaci racconti, e anche se l’isola di Bergeggi si trovava sempre al suo posto, per Sandro era solo questione di poco tempo che ripartisse davvero e sparisse inghiottita dalla foschia. Non gli sembrava possibile che il suo amato isolotto sopportasse ancora per molto la visione di quel degrado umano in cui stava scivolando la sua famiglia e che stava risucchiando anche quel pezzo di storia locale che l’Osteria Picasso rappresentava.

Approfondisci

L’attimo precedente (Edizioni Youcanprint, 2015, 196 pp, - 13 euro) di Francesca Bertha

L’attimo che precede l’eruzione di un vulcano, l’attimo che precede il primo bacio, l’attimo che passa prima del gol che decide le sorti del campionato, l’attimo prima di cadere e l’attimo prima di trovare la forza per rialzarsi. Ogni evento importante della nostra vita è preceduto da un attimo che può durare un secondo, come anni e a volte basta un attimo perché la nostra vita cambi totalmente. Quando ciò accade, quel che abbiamo vissuto prima ci sembra solo un lungo attimo. Il libro narra la storia di alcuni di quegli attimi attraverso sette racconti lunghi in cui si compie anche un emozionante viaggio per l’Italia da Nord a Sud, dalla Liguria e dal Monferrato alla Sicilia, da Milano alla Basilicata. I racconti: Gandhi, il gabbiano; Gli anni della tartaruga; Le trote sul sedile; La lezione; È stato bello; Il volo del falco, del pappatacio e dell’angelo; Un nano da giardino felice.

L'autore

Francesca Bertha (1969) a partire dal 1996 ha collaborato con numerosi giornali e riviste, tra cui Visto, Diario della Settimana, Il Giorno, Grand Hotel, Vero e Top, realizzando interviste con personaggi e reportage. Per quattro anni (2009-2012) ha curato la pagina dedicata agli eventi culturali del settimanale Vero. Negli ultimi anni ha anche realizzato molti racconti di viaggio dedicati alle bellezze turistiche dell’Italia Nord-Occidentale, per diversi blog e portali web.

Francesca Bertha

© Copyright mentelocale.it
vietata la riproduzione

Cultura Libri & Scrittori

Potrebbe interessarti anche...