Giuseppe Verdi, ritrovata una composizione sacra a Finale Ligure

Giuseppe Verdi, ritrovata una composizione sacra a Finale Ligure

Un 'Tantum ergo' inedito scovato durante il riordinamento dei manoscritti della Società Filarmonica di Finalborgo. La prima esecuzione assoluta il 30 luglio

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Flavio Menardi Noguera, nato a Cuneo nel 1953, si è dedicato contemporaneamente agli studi umanistici ed a quelli musicali. Si è laureato in Lettere moderne presso l’Università di Genova, e al DAMS presso l’Università di Bologna con una tesi in Storia della musica. Da tempo si dedica alla ricerca musicologica, con particolare riguardo alla realtà genovese dell’Ottocento, alle figure di Paganini e Sivori.
Ha collaborato con il CIRPeM (Centro Internazionale di Ricerca sui Periodici Musicali) e redatto voci per The New Grove Dictionary of Music and Musicians e per il Dizionario Biografico degli italiani (Treccani). Direttore della Biblioteca Mediateca Finalese e della relativa Sezione Musicale di Conservazione, negli ultimi tempi si è dedicato alla rivalutazione della figura di Giorgio Federico Ghedini. Ha pubblicato saggi e libri per Graphos, Brepols, Fratelli Frilli, De Ferrari, Suvini Zerboni, Primalpe. Ha collaborato con le case discografiche Tactus, Dynamic e, attualmente con Naxos.

Italo Vescovo, nato a Finale Ligure nel 1953, ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio Nicolò Paganini di Genova sotto la guida di Adelchi Amisano, diplomandosi in Musica corale e direzione di coro, Polifonia vocale ed in Composizione, perfezionandosi successivamente con Aldo Clementi. Oltre all’attività di compositore e di didatta, si occupa di filologia musicale. Nel 2000 ha fondato, con il musicologo Ugo Gironacci, il Centro Studi Giuseppe Giordani, finalizzato allo studio e alla pubblicazione in edizione critica delle opere di Giuseppe Giordani; con il musicologo Flavio Menardi Noguera  si dedica alla revisione di musiche inedite di Niccolò Paganini e Camillo Sivori. Ha pubblicato per Edipan, LIM, Pizzicato, Rugginenti, Ut Orpheus, Suvini Zerboni.  È docente di Armonia e contrappunto presso il Conservatorio G. B. Pergolesi di Fermo.

Italo Vescovo e Flavio Menardi Noguera hanno pubblicato congiuntamente, in edizione critica, varie opere cameristiche di Niccolò Paganini come i Tre duetti concertanti per violino e fagotto (1997), Tre duetti concertanti per violino e violoncello (2003), Tre Ritornelli per due violini e basso (2006), Sei Cantabili e Valtz per violino e chitarra (2009); Divertimenti carnevaleschi per due violini e basso (2011).

Una copia non autografa di una composizione sacra di Giuseppe Verdi, un Tantum ergo a voce di Basso del M.° Verdi, che non corrisponde a nessuno dei Tantum ergo presenti nel catalogo delle opere del compositore, è stata ritrovata a Finale Ligure. La composizione è emersa durante il lavoro di riordinamento dei manoscritti musicali della Società Filarmonica di Finalborgo, il più antico sodalizio musicale della città.

Questa la storia del ritrovamento. Nell’anno 2005 la Società Filarmonica di Finalborgo, il più antico sodalizio musicale di Finale Ligure, depositava presso la Sezione Musicale di Conservazione della Biblioteca Mediateca Finalese il proprio fondo antico di musiche manoscritte e a stampa perché venisse riordinato, custodito e valorizzato.
Negli anni seguenti due musicologi finalesi Flavio Menardi Noguera direttore della Biblioteca Mediateca Finalese e della Sezione Musicale di Conservazione e Italo Vescovo, docente di composizione presso il Conservatorio di Fermo, hanno avviato il riordinamento dei manoscritti musicali che conserva numerose musiche sacre della seconda metà del Settecento e dell’Ottocento.

Nel corso di questo lavoro, non ancora ultimato, è emersa una copia non autografa di una composizione sacra di Giuseppe Verdi, un Tantum ergo a voce di Basso del M.° Verdi che non corrisponde a nessuno dei Tantum ergo presenti nel catalogo delle opere del compositore. Effettuate le verifiche del caso, i due studiosi hanno subito intrapreso lo studio del manoscritto (partitura e parti), la sua trascrizione e collazione in vista di una prossima edizione critica.

La prima esecuzione assoluta dell’inedito di Verdi si terrà nel corso di un grande concerto vocale e strumentale, come momento culminante delle celebrazioni del bicentenario della sua nascita, all’interno della nona edizione della stagione musicale della città di Finale Ligure, Percorsi Sonori. Il  concerto si terrà martedì 30 luglio alle ore 21.30 presso la Basilica di San Giovanni Battista a Finalmarina e vedrà la partecipazione del soprano Anna Delfino, del baritono Bruno Pestarino, dell’Orchestra Classica di Alessandria e del  Coro Mario Panatero di Alessandria sotto la direzione del maestro Maurizio Fiaschi. Musiche sacre e d’ispirazione sacra tratte dalle opere più famose di Giuseppe di Verdi (Jerusalem, Nabucco, I Lombardi alla prima crociata, Messa da Requiem, Otello, Giovanna d’Arco, La Forza del destino) faranno da cornice alla prima esecuzione mondiale del Tantum ergo.

Finale Ligure (Savona) - Martedi 11 giugno 2013

Lasciamo subito la parola a Giuseppe Verdi stesso:

Dagli anni 13 fino agli anni 18 (epoca in cui venni a studiare il contrappunto in Milano [1826-1831]) ho scritto una farragine di pezzi: Marcie per banda a centinaja: forse altrettante piccole Sinfonie che servivano per Chiesa; pel Teatro, e per accademie: cinque o sei tra concerti e variazioni per Piano forte che io stesso suonava nelle accademie: molte serenate: cantate, (arie, duetti, moltissimi terzetti) e diversi pezzi da chiesa di cui non ricordo che uno Stabat-Mater. Nei tre anni che fui a Milano scrissi pochissimi pezzi ideali: due Sinfonie che furono eseguite a Milano in una accademia privata [...]; una cantata che fu eseguita in casa Borromeo (conte Renato) e diversi pezzi la maggior parte buffi che il Maestro mi faceva fare per esercizio, e che non furono nemmeno istromentati. Ritornato in patria ricominciai a scrivere Marcie, Sinfonie, pezzi vocali etc. una Messa intiera, un Vespero intiero, tre o quattro Tantum ergo ed altri pezzi sacri che non ricordo. Fra i pezzi vecchi vi sono i Cori delle Tragedie di Manzoni a tre voci, ed Il Cinque Maggio a una sola. [...]

Così scriveva il grande compositore nella primavera del 1853 a Isidoro Cambiasi riferendosi alle esperienze compositive della sua giovinezza, in gran parte andate distrutte dallo stesso compositore, e in piccola parte conservatesi grazie a qualche collezionista.
I tre o quattro Tantum ergo sono riportati anche in alcuni cataloghi delle opere di Verdi comparsi in alcune biografie, come nella Vita aneddotica di Verdi di Pougin, nell’edizione italiana curata da Folchetto.

Riassumendo, ad oggi erano conosciuti tre Tantum Ergo autografi di Verdi: Tantum ergo per basso e orchestra in fa maggiore del 1828-1829, con interventi di Ferdinando Provesi (maestro di Verdi in Busseto) e Tantum ergo per tenore e orchestra in sol maggiore del 1829-1831, con interventi di Ferdinando Provesi (maestro di Verdi in Busseto), entrambi conservati presso il Fondo dell’Accademia Filarmonica Bussetana c/o la Biblioteca della Fondazione Cassa di Risparmio di Parma e Monte di Credito su pegno di Busseto. Inoltre, un Tantum ergo per tenore e orchestra o organo in sol maggiore composto probabilmente nel 1836, conservato presso la Biblioteca Teatrale Livia Simoni presso il Teatro alla Scala (copia non autografa di questa composizione è anche presente negli Archivi Ricordi).
Un quarto Tantum ergo per basso e orchestra (in do maggiore / sol maggiore) non autografo e senza data è conservato presso l’Archivio del Duomo di Vigevano.

Il Tantum ergo a voce di Basso (la tessitura si adatta alla voce di baritono) ritrovato nel fondo antico di musiche manoscritte della Società Filarmonica di Finalborgo costituisce un quinto Tantum ergo attribuibile al grande maestro. Si compone di una partitura di 9 carte scritte sul recto e sul verso, rilegate con filo nero; manca l’ultima carta, la decima, ma la composizione si completa grazie alla presenza delle parti singole del Basso cantante e degli strumenti (flauto 1° e 2°, clarinetto in sib 1° e 2°, corni in mib, trombe in mib, trombone, violino 1° e 2°, viola, violoncello e contrabbasso). Si articola in un Cantabile (Tantum ergo) in do minore e in un Allegro (Genitori) in mi bemolle maggiore. Il manoscritto non è autografo ma la composizione è sicuramente verdiana, anche perché si è scoperto che utilizza il tema della Romanza per canto e pianoforte L’esule composta dallo stesso Verdi entro l’estate 1839 (nel prospetto delle composizioni musicali del maestro compilato dal ricordato Isidoro Cambiasi, questa romanza è indicata per basso).

Il manoscritto del Tantum ergo recentemente rinvenuto a Finale Ligure, costituito da due fonti complementari (partitura e parti) ha, come altra fonte di riferimento la lirica da camera L’esule, su versi di Temistocle Solera (autore dei libretti verdiani Oberto conte di San Bonifacio, Nabucco, Giovanna d’Arco, Attila). La lirica porta la data 1839 e pertanto costituisce un elemento importante circa  la datazione del Tantum ergo. Il manoscritto di quest’ultima composizione infatti è privo di data e, visto che sostanzialmente la musica ricalca quella della lirica da camera, si può ragionevolmente far risalire la composizione dell’inno al 1839.

Le due composizioni registrano una diversa articolazione formale: L’esule si struttura seguendo il modello della grande aria d’opera (recitativo-aria-cabaletta), il Tantum ergo si sviluppa invece in due movimenti seguendo il testo liturgico, che corrispondono a quello centrale e finale della lirica da camera.

Il Tantum ergo ricalca L’esule a partire dalla battuta 11, che viene preceduta da una breve introduzione basata sull’anticipazione del tema principale, che costituisce l’elemento di diversità tra le due composizioni. Per il resto i due brani corrispondono (tonalità a parte, re minore L’esule, do minore il Tantum ergo) quasi perfettamente nella sostanza musicale; le pochissime altre diversità si registrano nella parte vocale e sono dovute alla diversa sillabazione dei due testi.

Probabilmente non si riuscirà a stabilire per quali vie il Tantum ergo ritrovato sia giunto a Finale Ligure ma qualche ipotesi si può fare tenendo presente alcuni elementi:

  • la presenza per moltissimi anni di Giuseppe Verdi a Genova;
  • le strette relazioni intercorse durante l’Ottocento tra il comune di Finalborgo e Genova per tutto ciò che concerne la musica.

Sulla presenza di Verdi a Genova non possiamo non rimandare allo studio più esauriente e recente che sia stato realizzato sull’argomento e cioè al volume Giuseppe Verdi, genovese a cura di Roberto Iovino e Stefano Verdino, pubblicato a cura del Comitato Organizzatore delle Celebrazioni Verdiane nel primo centenario della morte del compositore, 2001 per i tipi della LIM (Libreria Musicale Italiana).

Consideriamo solo, in sintesi, che il primo incontro di Verdi con la Superba risale al 1841 (in occasione della rappresentazione dell’Oberto al Carlo Felice); che negli anni Cinquanta dell’Ottocento Genova fu per Verdi un luogo di passaggio obbligato in occasione dei suoi frequenti spostamenti verso Parigi, Roma e Napoli; che dal 1860 il compositore prese a soggiornare lungamente nella città; che al 1867 risale l’allestimento della prima dimora genovese di Verdi e della consorte Giuseppina (Villa Sauli-Pallavicino) che la terranno fino al 1874, anno in cui si trasferiranno nel Palazzo del Principe Doria.
Verdi aveva l’abitudine di trascorrere i mesi invernali proprio a Genova per la dolcezza del clima rispetto alla dimora in Sant’Agata e l’ultimo soggiorno genovese del maestro è datato 1900, un anno prima della morte.

Per quanto Genova e i genovesi rispettassero la privacy di Verdi (e anche per questo egli aveva scelto Genova come sua dimora invernale) i contatti con i musicisti e gli artisti del luogo non poterono di certo mancare. Alcuni musicisti che egli certamente conobbe, incontrò e frequentò a Genova sono legati in qualche modo anche a Finale, citiamo i più importanti: Camillo Sivori (al quale è dedicato il Teatro Civico di Finnalmarina inaugurato nel 1868), Cesare Sanfiorenzo, Luigi Venzano, e la famiglia di musicisti Corradi (Casimiro e Federico). Non è detto che proprio uno di questi abbia portato la copia del Tantum ergo verdiano che ora ritroviamo nel fondo antico della Società Filarmonica di Finalborgo, ma certamente è stato uno dei tanti maestri di musica che hanno lavorato sia a Genova che a Finalborgo.

Finalborgo, che fu comune a se stante fino al 1927, aveva strette relazioni con Genova per tutto ciò che riguarda la musica. Nel corso dell’Ottocento stipendiava un maestro di musica cui era affidato il compito di insegnare agli allievi della scuola gratuita di musica, di suonare in teatro durante le recite filodrammatiche e operistiche, di organizzare le celebrazioni civiche della città e anche di scrivere e dirigere la musica sacra che si eseguiva nella Collegiata di San Biagio, chiesa principale della città e nelle chiese limitrofe. Quando si cercava un maestro di musica, specie nella prima metà dell’Ottocento, l’avviso era pubblicato sulla Gazzetta di Genova e quando si tentò, con successo, di allestire degli spettacoli operistici nel Teatro Aycardi, ancora una volta il riferimento, per procurarsi, cantanti, strumentisti per rinforzare l’orchestra locale, spartiti, vestiti e attrezzi di scena, fu ancora Genova. Queste strette relazioni sono ulteriormente e decisivamente provate proprio dal fondo antico di musiche manoscritte della Società Filarmonica di Finalborgo, depositato nel 2005 presso la Sezione Musicale di Conservazione della Biblioteca Mediateca Finalese, nel quale Flavio Menardi Noguera e Italo Vescovo nel corso del riordino hanno ritrovato il Tantum ergo verdiano. In questo fondo infatti sono presenti tantissime musiche, soprattutto d’ispirazione sacra, di autori genovesi.

L’ipotesi più attendibile sulla provenienza del Tantum ergo di Verdi che al momento è possibile formulare è dunque quella che qualche maestro di musica proveniente da Genova abbia realizzato o posseduto una copia dall’autografo (al momento perduto) di questa composizione giovanile di Giuseppe Verdi e l’abbia portata con sé nel periodo della sua attività a Finalborgo depositandola nel fondo musicale della Società Filarmonica.

Italo Vescovo e Flavio Menardi Noguera

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