Alpi Liguri: escursione da Valdinferno al Rifugio Savona

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Si parte dalla frazione di Garessio per arrivare a 1600 metri di altitudine. Tra boschetti di faggi e vecchie mulattiere. L'itinerario, dal libro di Andrea Parodi, Roberto Pockaj e Andrea Costa

Alpi Liguri: escursione da Valdinferno al Rifugio Savona

Garessio (CN)
Venerdi 11 maggio 2012

Difficoltà: T
Dislivello in salita: 387 m
Tempo di percorrenza: 1-1.10 ore

Partendo dall'appartato villaggio di Valdinferno, si sale inizialmente lungo una stradina in cemento, quindi su facile sentiero. L'ottima esposizione a sud garantisce climi miti anche nelle stagioni fredde.

Accessi stradali:
a) usciti al casello di Ceva dell’autostrada Torino-Savona si risale la Valle Tanaro in direzione del Colle di Nava; superato Garessio si svolta a destra per Valdinferno. Un piccolo slargo a valle della frazione consente di posteggiare l'auto;
b) dal casello di Imperia Est dell’autostrada Savona-Ventimiglia si prende la strada per Pieve di Teco, poi si continua per il Colle di Nava, Ormea e Garessio; poco prima di giungere a Garessio s’imbocca a sinistra la diramazione che sale a Valdinferno;
c) dal casello di Albenga dell’autostrada Savona-Ventimiglia si segue a sinistra la strada che, superando il Colle San Bernardo, conduce a Garessio; da qui si prosegue per un breve tratto in direzione di Ormea, quindi s’imbocca a destra la diramazione che sale a Valdinferno.

Itinerario: il percorso ha inizio a Valdinferno (1213 m), ai piedi della Parrocchiale di San Lodovico Re, edificata nel XIX secolo. Si segue la stradina con fondo in cemento che s'innalza verso ovest con pendenze moderate. Trascurando varie diramazioni laterali, a quota 1280 circa bisogna prestare attenzione ad imboccare il sentiero che si stacca sulla destra (tacche segnavia dipinte sul muretto in cemento a lato della strada) per tagliare un lungo tornante della rotabile. Il sentiero sale all'interno di un fresco boschetto di faggio e raggiunge Case Bosso (1366 m, fontana), dove si ritrova la strada in cemento.
Attraversata la strada e superate le poche case, si continua la salita su una vecchia mulattiera; poco oltre si attraversa anche una pista sterrata e si procede dritti fino a raggiungere nuovamente la strada in cemento. Seguendola verso sinistra in salita, si entra in breve nella graziosa borgata di Case Mulattieri (1418 m, fontana). Si lascia a destra la pista che porta alle Stalle di Pian Bersi (dalle quali è comunque possibile salire anche al Rifugio Savona) e si continua ancora per qualche decina di metri sulla strada. Quando quest’ultima diventa sterrata, s'incontra una biforcazione (palina): la strada prosegue dritta per La Scaletta e i Prati sopra le Balze, mentre noi giriamo a destra per imboccare il sentiero che porta al Rifugio Savona. Passati alle spalle di alcune abitazioni con curiosi tetti in lamiera dipinta, si lascia a sinistra una poco evidente diramazione, per proseguire in salita abbastanza ripida attraverso assolati pendii prativi punteggiati di faggi. Tenendosi a destra al successivo bivio, il sentiero lascia a sinistra un rudere ed una baita, infine raggiunge il Rifugio Savona (1600 m, acqua a fianco del rifugio).

Napoleone in Valdinferno
Valdinferno è una frazione del comune di Garessio, formata da piccoli gruppi di case, oggi in gran parte disabitati o non abitati in continuità, sparsi sul versante sinistro idrografico della valle del Rio Parone. «Dicesi in Val Tanaro - scriveva Giacomo Guiglia nel 1932 - che i mulattieri di Valdinferno siano costretti a far ferrare le loro bestie almeno tre volte, mentre quelli delle altre frazioni montane di Garessio lo fanno una volta. E questo... privilegio viene attribuito a Napoleone, al quale si fa risalire la costruzione della strada, selciata di grosse pietre silicee, che sale alla frazione e più su lungo i pendii del Monte Berlino fin quasi alla Colla Bassa. A Napoleone si attribuisce altresì la denominazione attuale di quella che si sarebbe chiamata Valle Ombrosa. - Questa non è una Valle Ombrosa, è una Valle d'Inferno – avrebbe esclamato il Grande Corso, conducendo le sue truppe su per quella stretta e lunghissima Valle del Torrente Parone, verso il Valico della Colla Bassa. Mancano, in realtà, notizie storiche, che confermino il passaggio di Napoleone per quell'altissimo valico». (Guida invernale e alpinistica delle Alpi Liguri, pag. 27).
In un cartello posto all'entrata del nucleo principale di Valdinferno viene precisato che il nome «è dovuto alle fatiche e alle sofferenze dei montanari e alle tempeste dell'inverno» e non certo all'aspetto del paesaggio, che è molto bello, aperto e soleggiato. Lo stesso Guiglia, nella citata guida delle Alpi Liguri, notava: «La Valle, che al di sopra delle case e della chiesa di Valdinferno si allarga ed assume un carattere nettamente alpestre, offre nelle prime luci dell'alba uno spettacolo grandioso e bellissimo, quale si ha in pochi altri punti delle Alpi Liguri».

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Approfondisci

Nel cuore delle Alpi Liguri. Escursioni nei gruppi del Marguareis e del Mongioie (Andrea Parodi Editore, 2012, 272 pp, 20 Eu), di Andrea Parodi, Roberto Pockaj e Andrea Costa
La collana Sentieri e rifugi era stata inaugurata nel 2010 dalla guida sulle Alpi Marittime orientali e centrali, numero 2 in ordine geografico. Ora esce la guida sulle Alpi Liguri, contrassegnata dal numero 1. È dedicata ai gruppi montuosi del Mongióie e del Marguaréis, posti all'estremo lembo sud-occidentale della catena alpina ed affacciati verso il Mar Ligure che, nelle giornate limpide, fa capolino all'orizzonte.
Si tratta prevalentemente di montagne calcaree, caratterizzate da spettacolari paesaggi carsici e da dorsali erbose ampie ed estremamente panoramiche, che a inizio estate regalano magnifiche fioriture. Grazie alle loro quote non troppo elevate, le Alpi Liguri furono frequentate dall’uomo fin dalla preistoria, e ancora oggi su queste montagne s’incontrano innumerevoli tracce lasciate dalle antiche attività dei montanari: mulattiere e sentieri che risalgono a tempi remoti, piloni sacri, chiesette, villaggi e casolari di pietra sparsi sul fondo e sui fianchi delle vallate.
Oltre ai sentieri percorsi dai pastori, nelle Alpi Liguri si conservano tracce e ricordi di remote vie del sale e dellÂ’olio, la cui memoria permane tuttora in alcuni toponimi, tra cui Passo delle Saline e Pian dellÂ’Olio.
La guida Nel cuore delle Alpi Liguri descrive 118 itinerari escursionistici, che si snodano sul lato italiano e su quello francese della catena, nelle valli: Tanaro, Casotto, Corsaglia, Maudagna, Éllero, Pésio, Colla, Vermenagna e Roya.
Descrive dettagliatamente tutti i sentieri d’accesso ai rifugi, i percorsi della GTA e della Via Alpina, il giro del Marguaréis e del Mongióie, la Balconata di Ormea, le traversate da rifugio a rifugio e le più agevoli vie di salita alle vette. Non è rivolta soltanto agli escursionisti esperti ed allenati: oltre che per le lunghe traversate e le ascensioni alle cime, può essere utilizzata per programmare brevi e facili escursioni che portano a rifugi, laghetti, antichi villaggi, conche erbose, cascate e valichi, indicati nelle descrizioni come mete intermedie ed elencati nell’Indice dei luoghi in fondo al volume.
Gli autori, questa volta in collaborazione con il Parco naturale del Marguaréis, sono gli stessi della precedente guida sulle Alpi Marittime: Andrea Parodi (già autore ed editore di numerosi libri riguardanti la Liguria e le Alpi sud-occidentali), Roberto Pockaj (guida naturalistica ed autore del sito alpicuneesi.it) e Andrea Costa (autore del sito gambeinspalla.org).