Quattrocento chili di tartufo bianco, 1300 di nero, fra pregiato, scorzone, moscato e nero ordinario.
È il quantitativo raccolto nel 2010 da circa 200 tartufai, è il biglietto di presentazione di Millesimo, comune dell’Alta Valbormida, ammesso nell’aprile 2011 nel ristretto e nobile club delle Città del tartufo. A fianco di Alba e Asti, Norcia, Gubbio, Acqualagna e poche altre, dunque, anche un angolo della Liguria appenninica, una terra di confine a cavallo tra la Riviera e il Basso Piemonte, vicina alle Langhe, rinomata terra produttrice del costosissimo tubero.
Anche per festeggiare la recente ammissione, proprio a Millesimo, a fine settembre, nel corso della annuale Festa nazionale dedicata al tartufo, è stato battuto per la prima volta nella stagione il prezzo del bianco, il più rinomato, e quella cifra è diventata il punto di riferimento a cui si è poi adeguata tutta l’Italia. Un’investitura festeggiata con un’iniziativa speciale, la Notte... in bianco, in cui i partecipanti all’evento si sono resi protagonisti di una passeggiata notturna nei boschi alla ricerca di tartufi, assieme ai tartufai e ai loro preziosissimi cani dall’olfatto iper sviluppato.
Un po’ di anni fa accostare la Valbormida e Millesimo alla Langa e ad Alba, parlando di tartufi, pareva un’eresia, ma con il tempo, grazie alla determinazione dell’Associazione tartufai e tartuficoltori liguri, che ha sede a Millesimo e che dal 1985 opera per la valorizzazione del tartufo in Liguria (che di fatto si trova quasi esclusivamente nell’area valbormidese, tra Calizzano e Piana Crixia, passando per Millesimo e Cosseria), anche il tartufo ligure ha saputo conquistare un suo spazio nel mondo dei buongustai.
E arriva proprio dall’Associazione (per info ass.tartufailiguria@equipo.it) un consiglio per gustare al meglio i tartufi neri: vanno consumati non crudi (come i famosissimi bianchi di Alba che danno il meglio di sé se grattati, ossia affettati a lamelle sottilissime, sul cibo), ma appena riscaldati a fuoco lento, per coglierne gli aromi che si sprigionano.
Per Millesimo, l’inserimento tra le Città del tartufo è un ulteriore riconoscimento, dopo la certificazione Anci (l’Associazione dei Comuni italiani), come uno dei Borghi più belli d’Italia e l’essere entrato a far parte della Federazione europea delle Città Napoleoniche.