Firenze, primavera 2011. Brando è uno dei soci della Self, azienda che si occupa di archiviare biografie attraverso un file multimediale. La sua vita reale si divide fra il lavoro, la sua donna Irene e gli amici, il resto del tempo lo trascorre in quella virtuale, fatta di avatar e chat. Ed è in quest’ultima vita che un messaggio anonimo lo riporterà indietro nel tempo.
Questa potrebbe essere la storia di un ragazzo qualunque di un oggi - domani, in realtà è la trama di La memoria dei pesci, romanzo dello scrittore, giornalista e sociologo, Pippo Russo.
Abbiamo fatto quattro chiacchere con l’autore del libro, in occasione della presentazione di quest’ultimo lavoro a Varigotti (SV) giovedì 9 settembre 2010 (ore 20.45) in piazza Gina Lagorio.
Come nasce La memoria dei pesci?
«La memoria dei pesci nasce dalla volontà di raccontare il mondo contemporaneo, e i mutamenti che abbiamo tutti quanti affrontato attraverso l'uso delle tecnologie multimediali. Si tratta di un tema che mi affascina da anni, e che ho voluto raccontare ambientandolo nella città in cui vivo (Firenze) e parlando di come cambiano la percezione del reale e il modo di costruire le relazioni sociali».
Perché questo titolo?
«Il perché del titolo si capisce soltanto nel finale. Ha a che fare con la confutazione di un luogo comune: quello secondo il quale i pesci non avrebbero memoria, e dunque nulla apprenderebbero dall'esperienza. In realtà, come ha dimostrato questa ricerca condotta da un'equipe di scienziati israeliani, i pesci hanno una capacità di memoria che, rispetto al loro ciclo di vita, è esorbitante: fino a 5 mesi, è stato calcolato. Nel libro, il riferimento alla memoria dei pesci riguarda i ricordi depositati in un passato profondo, dei quali si è persa ogni conoscenza. Ma che prima o poi riaffiorano, per rimetterci impietosamente al cospetto di ciò che siamo stati».
I social network ed il nuovo modo di comunicare sono tra i temi affrontati nel tuo romanzo: consideri questi strumenti virtuali innovazione positiva o negativa?
«Li considero un'innovazione, punto. Nel senso che ogni innovazione tecnologica ci cambia, ristruttura le nostre pratiche, cambia gli elementi di vantaggio e quelli di rischio. Nel caso delle possibilità relazionali messe a disposizione dalle comunicazioni multimediali, si può dire che esse hanno facilitato l'entrare in contatto ma spingono anche a abbassare le barriere protettive. Vantaggi e rischi, la cui gestione dipende soltanto da noi.
Brando, il protagonista del libro, può essere considerato un ragazzo di oggi, confuso fra realtà e virtualità».
Cosa pensi delle storie d’amore nate su internet?
«Penso che si tratti di un modo diverso, da guardare positivamente. Nascono relazioni d'amore fra persone che altrimenti non si sarebbero mai incontrate. E spesso si tratta di relazioni effimere, ma non è raro che invece si realizzino relazioni solide. Alla fine sono sempre le persone, e ciò che sono nella vita reale, a fare la differenza».
L'incontro di giovedì 9 settembre è introdotto coordinato da Tiziana Bonora e Paola Maggioni. L’evento, patrocinato dal Comune di Finale Ligure e in collaborazione con Banco Solidale e Associazione Nuova Solidarietà e la Libreria Come un romanzo, sarà anche un momento di riflessione su temi attuali quali le relazioni con l’altro, il concetto di amore ed il cambiamento sociale verificatosi con i nuovi mezzi di comunicazione, i social network. All’interno della presentazione, sono anche previste letture di dialoghi tratti dal libro ed interpretati dagli attori Guglielmo Bonaccorti e Stefania Bonora.
In caso di maltempo l’incontro è spostato nella Sala Civica Fontana (via Aurelia, ex scuole elementari).