Buona cucina, musica jazz e passione, tanta passione. È questa la ricetta del successo de Le Rapalline di Albenga, ristorante storico e, da qualche anno, anche importante punto di riferimento per gli appassionati del jazz della Liguria, e non solo.
Una storia iniziata quasi quarant'anni fa, con la nascita di un ristorante quantomeno atipico. «Il locale venne aperto dai miei nonni nel 1971, in una casa che avevano costruito qualche anno prima», spiega Barbara Locci, tra gli attuali gestori del ristorante. Il nonno era toscano, la nonna abruzzese, e così hanno deciso di proporre cucina regionale delle loro zone, una cosa abbastanza particolare per la Liguria di quei tempi. Una commistione di cucine regionali che ancora oggi caratterizza il menù de Le Rapalline, grazie alla quale assaporare odori e sapori di terre lontane.
Non solo cucina, però. Dal 2004, infatti, la sala da pranzo ha cominciato a trasformarsi in sala da concerto e, pian piano, quello che era cominciato come una sorta di gioco è divenuto un appuntamento fisso per gli estimatori del jazz, con live tenuti da artisti del calibro di Fabrizio Bosso. «Le serate jazz sono nate dalla passione che condivido per questo genere musicale con Alessandro Collina, l'attuale direttore artistico degli eventi. All'inizio non abbiamo riscosso un gran successo. La gente magari gradiva la musica, ma era certo un pubblico di esperti. Col passare del tempo, però, la voce si è diffusa e ora, alla settima stagione, la sala è sempre piena di un pubblico molto competente».
Una sfida vinta, dunque, a differenza di tanti altri locali che già in passato avevano cercato di proporre qualcosa di simile. Nonostante la carenza di jazz club nella Riviera di Ponente, quasi tutti avevano dovuto rinunciare all'impresa. Come ha fatto Le Rapalline ad affermarsi in un ambito musicale tanto difficile? «Credo sia dovuto esclusivamente alla passione che ci mettiamo. Spesso siamo stati in perdita nelle serate, ma abbiamo perseverato». Una costanza che alla fine si è rivelata premiante, e che nel 2009, ha portato alla nascita dell'associazione Le Rapalline in Jazz. «È un passo importante, con il quale speriamo di renderci più visibili e, con il patrocinio del Comune, riuscire ad organizzare altri eventi, come mostre fotografiche o incontri, soprattutto durante la stagione estiva, quando non ci sono concerti».
Un concerto al mese, per tutto il periodo invernale, da sette anni. Tra tutti gli artisti passati di qui, qual è stato quello che le ha lasciato il più bel ricordo?«Difficilissimo scegliere. Ogni serata è un evento nel vero senso della parola, è unica e irripetibile. Mi viene in mente una sera in cui, finito il concerto, gli Alma Swing rimasero a suonare per noi del locale fino alle quattro del mattino. Fu incredibile. Anche l'esibizione di Fabrizio Bosso, però, è stata memorabile: è un musicista incredibile, per lui suonare è facile come per una persona normale respirare».