È che una volta le cronache finivano nei blog, nei più o meno letti on line, locali e no, etc. Adesso, cioè da un annetto in qua, il web italiano è diventato Facebook: costà ci si trova, costà passano le informazioni, quella continua a essere la Cosa del Momento. Con tutta l'immodestia del caso, noialtri ci s'oppone all'andazzo e si scrive sopra mentelocale.it.
In sostanza, il 24 e 25 luglio prima, poi sabato 1 agosto, si è svolta in Laigueglia la terza edizione di Queste piazze davanti al mare, rassegna di musica d'autore ideata da Massimo Schiavon e Edoardo De Angelis e diretta da Schiavon medesimo. Presentava lo scriba vècchio, cioè io, ma alla maniera più o meno di Nuccio Costa buonanima, cioè genere signore e signori buonasera - unica differenza, Nuccio era siciliano, io armeno. Se n'è viste di ogni colore.
Sabato scorso, che era l'ultima sera, ci si è scialati le orecchie e l'anima ascoltando i Cellofans con Claudia Pastorino, in un coinvolgente omaggio a De André, Bindi e compagnìa. Ora, se uno obietta che non se ne può più del De André, si vede che non l'ha ascoltato negli arrangiamenti del prodigioso cellista Stefano Cabrera (anche dello Gnu Quartet, che accompagna ora Gino Paoli. Per dire, no) o cantato dalla severa, tenerissima Pastorino.
A seguire, un duo di latinoamericani scatenati: Romàn Gomez e Roby Lagoa. Da Fina estampa a Amor de mis amores, da Alturas degli Inti Illimani a una Besame mucho con assolo di piano in puro stile Monk, una tastiera e una marea di percussioni più il tipicissimo flauto di Pan brasarono l'uditorio attentissimo.
Inutile aggiungere che, in una Sanremo o anche soltanto a Roma, Milano, che so, Torino o Bologna, una soirée del genere passava inosservata. Il punto è che, in un paese senza più storia né niente com'è l'Italia del 2000 e 9, si salva qualcosina giusto nelle province meno conosciute, nei paesini meno rotocalcabili.
Cosa c'entra il capitano Golzi, diranno i miei 35 o meno lettori. C'entra che ieri sera, alla preselezione delle band che apriranno le serate per Bordighera jazz & blues (non serate qualsiasi, veh: Dionne Warwick, Sister Sledge e Solomon Burke, fioeui: e noi, noi ci saremo), la giuria è composta, fra gli altri, da un Vince Tempera, un Ellade Bandini, qualche altro e da due inossidabili come Roberto "Obdulio" Coggiola e appunto il capitano. Ora, siccome non è vero niente che life is now, uno si mette ad ascoltare questi due e ne impara più in 2 ore che in 24 puntate di Superquark: di musica, dico, ma anche di stare al mondo e comportarsi comm'il toujours faudrait. Lady S, che era presente ovunque e da per tutto, annuisce, come spero, e conferma.
Ora, se a qualcuno capita d'essere arrivato fin qui con la lettura, le scuse più sentite: che, se vi s'è annoiati, davvero non lo si fece apposta.