Povia: «ecco chi è il vero Luca»

Povia: «ecco chi è il vero Luca»

La nostra intervista al cantautore: le polemiche sulla canzone di Sanremo, il Gay Pride e il nuovo tour. Sabato 18 aprile la data zero ad Alassio

Savona / Spettacoli / Musica (archivio)

Sabato 18 aprile 2009 (ore 21.00), parte dal Palalassio Ravizza il nuovo tour di Povia (per info su costi e biglietti clicca qui). Il concerto è anticipato da un incontro con il cantautore alla Biblioteca Civica di Alassio mercoledì 15 aprile (ore 21).

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Alassio (Savona) - Venerdi 10 aprile 2009

Giuseppe Povia, in arte solo Povia (anche se in realtà di dovrebbe dire Povìa, con l'accento sulla i: ma ormai anche lui ci ha fatto l'abitudine): a Sanremo quest'anno si è praticamente parlato solo di lui. La sua Luca era gay ha catalizzato l'attenzione di mezza Italia e sollevato non poche polemiche.

Ora Povia si sta preparando a tornare in Liguria, ad Alassio, dove è in programma la data zero del nuovo tour di promozione dell'album Centravanti di mestiere. Una località che il cantautore non ha scelto a caso: «lì ho amici e parenti e ogni anno amo passarci almeno qualche giorno. La spiaggia, poi, è bellissima e mi piace il mare che non diventa mai profondo». Ad Alassio, inoltre, risale una sua esibizione d'annata: «mi chiamarono a Miss Muretto per cantare una delle mie prime canzoni», ricorda, «si intitolava È vero».
È l'estate del 2000. La musica è già una passione forte, ma la notorietà ancora lontana. Nei primi anni Povia alterna la professione di musicista a quella di cameriere; poi nel 2003 arriva la vittoria del Premio Recanati (con la canzone Mia sorella, sul tema della bulimia) e due anni dopo esplode a Sanremo con I bambini fanno oh (fuori concorso perché già eseguita in pubblico). E il Festival della Canzone da allora diventa un appuntamento fisso, o quasi.

Il primo classificato del Festival 2005 è Francesco Renga, ma Povia è considerato il vincitore morale: la canzone diventa un tormentone, viene trasmessa senza sosta da tutte le radio ed è scelta come colonna sonora per la campagna di solidarietà a favore dei bambini del Darfur Avamposto 55. L'anno dopo Povia torna a Sanremo, questa volta in gara, e vince con Vorrei avere il becco. Nel 2008 è escluso dalla kermesse e organizza in contemporanea, sempre a Sanremo, l'Indipendent Music Festival insieme a Francesco Baccini.

E siamo a oggi: fa ancora discutere la sua Luca era gay, arrivata seconda al Festival 2009. Il polverone, partito a dicembre dopo l'annuncio del titolo, è andato avanti per mesi. Il testo è rimasto top secret fino all'ultimo e in questo modo l'attesa è cresciuta in maniera spasmodica, quasi morbosa.
Un'abile operazione commerciale, hanno pensato alcuni; un modo per correggere in corsa il testo, hanno insinuato altri. «Semplicemente non mi andava di dover spiegare la canzone prima di cantarla», spiega Povia. E assicura che il testo è rimasto lo stesso: «per me una volta che una canzone è scritta, è scritta. Le parole sono le stesse che c'erano prima, compresa la frase Nessuna malattia, nessuna guarigione», e aggiunge: «le malattie sono altre: il cancro, la leucemia... l'omosessualità è un comportamento sessuale dato da una scelta che nasce nell'inconscio».

Tra i tanti pettegolezzi nati sulla scia della canzone, il 24 febbraio 2009 Striscia la notizia ha mandato in onda un filmato in cui un tale Luca raccontava il suo passaggio dall'omosessualità all'eterosessualità grazie all'aiuto della psico-setta Arkeon. Che Povia abbia tratto ispirazione da quell'episodio?, si chiedeva il tg satirico. Povia lo ribadisce: «non è assolutamente lui il Luca della canzone». Il testo di Luca era gay, infatti, è ispirato alla storia vera di un uomo conosciuto durante un viaggio in treno, racconta: «e poi non si chiamava Luca. Lo dico per la prima volta: il suo vero nome è Massimiliano». E aggiunge, sorridendo: «certo che sarebbe stata dura cantare Massimiliano era gay».

Sempre in televisione, spopolano le parodie: negli ultimi mesi il cantautore è stato preso di mira dall'ironia, per esempio, di Max Giusti (con l'interpretazione a Quelli che il calcio del personaggio di Luca) e Andrea Di Marco (con la parodia dello stesso Povia a Mai dire Grande Fratello): «Di Marco è davvero forte», dice, «soprattutto quando imita i miei gesti. Mi sarebbe piaciuto andare in trasmissione a fare un duetto con lui, ho anche chiesto di poterci andare ma non mi hanno invitato».

Oggi Povia è soddisfatto. «Il premio più grosso me l'ha dato la gente: a parte i giornalisti dei grandi quotidiani, molti mi hanno scritto dicendo che all'inizio mi avevano frainteso. Anche molti gay, ognuno che vedeva nella vicenda di Luca la propria storia. E pensare che io credevo di raccontare la storia di una persona sola...».
E magari al prossimo Festival la vicenda continuerà con Luca è ancora gay, e lo sa anche lei, come a suo tempo ci aveva suggerito un lettore di mentelocale? Povia ride, e suggerisce: «oppure Luca era gay, e adesso sta con sei».

Il 27 giugno 2009 Genova ospiterà il Gay Pride nazionale: Povia ci verrebbe mai? «Io sono aperto al dialogo, e se mi invitano ci vengo volentieri», risponde lui: «con il mio pensiero, però: perché secondo me i Gay Pride rovinano l'immagine dei gay». E racconta un aneddoto: «l'anno scorso, per documentarmi sull'universo omosessuale, sono stato al Gay Pride di Bologna. Mi ricordo che mi sono ritrovato in uno stanzino in cui proiettavano film porno gay, e a pochi passi c'erano dei bambini. Ben inteso, mi avrebbe fatto schifo anche se fosse stata una manifestazione eterosessuale».

Luca Giarola

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