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Lunga quanto la costa di Liguria è la storia della marineria ligure. E se per alcuni sia incerta l’origine geografica del nostro Cristoforo (ma sempre limitata all’area ligure, nonostante ogni stato europeo, o quasi, cerchi di accaparrarsene i natali), ben documentata è la storia di altri che andarono per mare, prima e dopo di lui, compiendo imprese talvolta curiose ed incredibili. Passo l’estate a Varazze da così tanti anni che un pò mi sento del luogo, e come tale ho ritenuto opportuno curiosare nella sua storia.
La cittadina di mare che già i Romani - non a caso - chiamavano Ad Navalia è nota da ottocento anni per i costruttori di barche e navi (tra i vari nomi, antichi e recenti, ricordiamo la famosissima dinastia dei Baglietto, ma anche Aschero, Bagnasco, Bollo, Borzone, Camogli, Carattino, Cattaneo, Cerruti, Craviotto, Ferro, Narizzano, Vallarino), i mastri cordai, i fabbricanti di polene, i maestri d’ascia, i comandanti valorosi, gli esploratori e perfino i corsari. È anche di questi che vi vorrei parlare, e della loro storia che si perde nel lontano 1200, quando le navi si costruivano direttamente sulla spiaggia e se erano molto grosse raggiungevano la retrostante strada, e bisognava passarci sotto.
A quei tempi la località lavorava molto per la Repubblica di Genova e per gli armatori del Levante. Alla fine di quel secolo la grande Francia non aveva ancora una marineria, e furono proprio chiamati i maestri d’ascia varazzini per iniziare la costruzione della flotta. Spesso, nei secoli, le navi italiane ebbero comandanti ed equipaggi valorosi provenienti da Varazze, come il comandante Patrone, che nel 1902, al Capo di Buona Speranza, spezzatosi la schiena per la caduta di un albero, si fece legare ad una tavola per poter continuare ad esercitare il comando e riportare la nave a Genova, oppure Vallarino, ufficiale di macchina sul Rex nel 1933, al tempo della conquista del Nastro Azzurro, o il comandante Parodi, che nel 1965 morì nel Golfo Persico mentre dirigeva le operazioni per allontanare la sua petroliera in fiamme dalle altre del porto. Per non parlare del capitano Delfino, pluridecorato comandante dell’Amerigo Vespucci.
Tutto ciò in tempi recenti, ma nel passato marinaro di Varazze ci sono, credetemi, davvero alcuni personaggi degni di nota, quasi leggendari. Datemi tempo e rete, e ve ne parlerò.
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