Già, tanti locali storici chiudono,
gli artisti si lamentano della mancanza di spazi e occasioni. Purtroppo quello che sta succedendo a Genova succede in altre città d'Italia, e logicamente
non succede all'estero dove non ci sono leggi che scoraggiano in tutti i modi chi vuol fare ogni forma di intrattenimento, che siano concerti, serate letterarie, jam session, cabaret ecc.
La
voracità della Siae, la assurda e vessatoria
legge sulla regolamentazione dei musicisti (valida anche per i dilettanti con iscrizione obbligatoria all'Empals) e la
difficoltà ad assumere personale temporaneo ha fatto praticamete desistere pian piano un grandissimo numero di locali dall'offrire qualsiasi forma di spettacolo. Io stesso mi sono trovato nell'impossibiltà di fare intrattenimento nel mio locale perché
i costi sono lievitati talmente da non poter essere più sostenuti.
Questa è purtroppo l'amara verità. Quindi
malvolentieri non organizzo più da un paio d'anni nessuna forma di spettacolo, anche perché non mi va proprio di pagare alla Siae dei soldi che, per un meccanismo contorto, non vanno agli effettivi autori che si devono scrivere in quel borderau "lenzuolo"; al contrario, una percentuale va a finire agli autori del "liscio", anche se non si programma questo tipo di musica.
È logico che con questi presupposti ci sono ormai pochi luoghi che offrono musica e spettacoli dal vivo.
I miei rispetti a chi se li merita.
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