Tatti Sanguineti che come King Kong s'aggrappa al grattacielo Bofill sul porto di Savona. Carlo Freccero che corre con la sciabola in mano tra i cantieri dell'ex area Enel. Dodici personaggi per altrettanti mesi dell'anno, e per tutta una serie di scene che rappresentano il percorso da cui sta passando la ricostruzione urbana savonese. Edilizia speculativa, si dice in alcuni ambienti. Rinnovamento di aree altrimenti destinate a diventare archeologia industriale senza valore, dicono gli altri, ovvero i costruttori, le giunte comunali, parte degli architetti e degli industriali.
Il calendario "Cemento all'indice", se deve scegliere, sta con i primi, ma normalmente la fotografia vola un po' più alta dei partiti, e la ragione che porta alla critica contro il cemento ha un suo valore: vogliamo criticare questi progetti che nulla hanno a che vedere con il concetto di aggregazione sociale. Per semplificare: nel nuovo grattacielo Bofill affacciato sul porto, probabilmente i condomini neanche parleranno tra loro.
«Era meglio quando nell'ex area Italsider si tenevano i concerti"», spiega Stefano De Felici, autore delle fotografie ed uno dei due ragazzi ideatori del progetto.
Già, perché questo è l'aspetto più interessante del progetto: i due ragazzi. Facciamo un passo indietro. Questo calendario ha stile, perché chi lo ha pensato ha stile. Stefano De Felici ed Enrico Bonino sono due giovani, intorno ai venticinque anni, che non conoscono la politica dei consigli comunali fatta di polemiche e delibere. Dagli anni del liceo, per chi li frequentava a Savona, sono cresciuti a suon di musica e dischi, poi sono passati al cinema, ai progetti multimediali, alla ricerca dell'immagine in fotografia.
Nel frattempo, Stefano si è laureato in giurisprudenza ed è ad un passo dall'esame di stato, oggi lavora a Milano per una casa di produzione. Enrico si sta laureando in scienze politiche e si occupa di cinema e progetti di comunicazione, oltre che di tanta musica. Stefano De Felici ed Enrico Bonino hanno il polso delle persone, le conoscono abbastanza bene per percepire quel che pensano. E quando si è trattato di raccontare il cambiamento di Savona, hanno avuto un'idea semplice e in grado di funzionare: un calendario.
Il soggetto lo hanno cercato dentro di loro, nella critica che loro stessi muovono verso «il blob di cemento che sta avvolgendo la città», come dicono nel loro sito (). I testimonial li sono andati a prendere, con l'aiuto del video-giornalista Mediaset Mimmo Lombezzi, tra una rosa di personaggi che raggruppassero le migliori professionalità della città: l'autore televisivo Carlo Freccero, il critico cinematografico Tatti Sanguineti, l'ingegnere Giuseppe A. Ozenda, la psicologa Patrizia Turchi (la Giovanna d'Arco di Savona, come la chiama De Felici), l'artista Walter Morando, l'insegnante Daniela Pungiglione, il giornalista Bruno Lugaro, la cantante Danila Satragno, la giovane imprenditrice Michela Scotto, il giornalista Mimmo Lombezzi, il Meet upAmici di Grillo (Patrik Saracco e Fabio Petrillo), il poeta ed editore Silvio Riolfo Marengo.
«Abbiamo iniziato questo lavoro a metà settembre», racconta Stefano De Felici, «abbiamo rincorso nei mesi i personaggi, e dall'idea di realizzare un calendario, siamo arrivati a realizzare filmati e immagini che poi si sono trasformate in un interessantissimo backstage di tutto il progetto». Perché avete descritto... la domanda si interrompe a metà. «Abbiamo cercato di non descrivere», mi corregge Stefano, «le persone che hanno partecipato ci hanno insegnato che cosa significa spettacolarizzare, nel suo senso più elevato, e non fermarci alla descrizione. Abbiamo quindi mosso una criticità che sentivamo attraverso una serie di immagini surreali, spettacolari».
Quando si lavora con persone cresciute nel situazionismo, lo spettacolo vien da sé. Che cosa unisce le persone scelte? «La loro eterogeneità», risponde Stefano, «sono personaggi che sentono Savona come la loro città, e sentono che il mutamento non va nella direzione più giusta, quella su cui dovrebbe sorgere una città: l'aggregazione sociale».
Concetto che, invece, hanno ben chiaro Stefano De Felici ed Enrico Bonino, i quali, attraverso il sito della loro associazione intendono raccogliere video e idee intorno al tema cemento e del cambiamento urbano, e proseguire così il progetto. Perché un calendario non segna mai la fine di qualcosa, semmai l'inizio di un nuovo periodo.