 © foto: www.gustopiemonte.com Verdure e bagna caòda
Savona, città di mare, di porto, di navi da crociera che arrivano e partono. Sembrerà incredibile, ma percorrendo pochi chilometri lungo la Valle del Letimbro, pian piano non solo il paesaggio cambia perdendo le sembianze della località costiera, ma anche la cucina inizia ad assumere caratteristiche più "piemontesi". A monte del Santuario, proseguendo lungo la provinciale che porta in Val Bormida si arriva a Naso di Gatto dove, oltre ad ammirare dall'alto il mare e la valle in tutta la bellezza del suo verde, è possibile assaggiare un ottimo esempio di cucina tipica dell'entroterra ligure, dove non si parla più in termini di pesci, ma di cinghiali e selvaggina.
Al Ristoro Meugge o, meglio, dalla signora Evelina si arriva facilmente perché si trova lungo la strada e l'evidente insegna arancione non permette di sbagliare.
L'ambiente e la cucina sono molto casalinghi: pareti tappezzate di vecchie foto che testimoniano la lunga tradizione di questo ristoro, una sala unica con, nel mezzo, una stufa a legna (copritevi se siete seduti nei tavoli situati negli angoli più lontani). All'una viene servito il pranzo, uguale per tutti. Antipasti misti con frittelle, frittata, uova ripiene e verdure in bagna caòda, pane rustico, acqua naturale del rubinetto (si sente che non siamo in città) o in bottiglia se la volete frizzante, vino non della casa, ma buono, rosso e bello "spesso".
Ma ecco che, prima di passare ai primi, dalla cucina spunta Evelina, una piccola ottantenne dalla voce squillante che, tavolo per tavolo, passa a prendere le ordinazioni. In realtà, non si ordina niente perché se avete scelto i ravioli, vi faranno assaggiare anche le tagliatelle, non temete. Lo stesso vale per i secondi: cima accompagnata da puré di patate, ma soprattutto cinghiale e, per gli amanti di carne e selvaggina, polenta con fegato di coniglio. Anche se con lo stomaco pieno, non potrete dire di no alle crostate: al plurale ovviamente, perché se anche ne scegliete un tipo, un assaggio dell'altro non vi sarà di certo negato ma, anzi, suggerito.
Evelina in persona, nonostante l'età, dopo aver cucinato aiuta a servire e si accerta che tutti i clienti siano soddisfatti, poi fa il conto che non supera i 20 Eu a testa. Molto accessibile, a prescindere dalla quantità e qualità (ottima) del pranzo.
Il ristorante Meugge, aperto solo a pranzo, è un vero e proprio punto di ristoro per chi, affrontate le curve e la salita verso lo spartiacque padano, ha bisogno di essere "rifocillato" per bene.
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