Una produzione di opere rare, molto particolari e dedicate agli
intenditori, quella proposta dall’Opera Giocosa al pubblico
del di Savona.
Si inaugura infatti venerdì 12 ottobre 2007 (ore 20.30), con
replica domenica 14 alle 15.30, con
Tutti in maschera la
stagione operistica del Chiabrera. «Un’opera che
abbiamo salvato dalla distruzione», racconta Alessandro
Acquarone, del Teatro dell’Opera Giocosa: «si trattava
infatti di una partitura conservata in una situazione che stava
facendo sparire le note. Chi fosse arrivato tra vent’anni,
non avrebbe trovato nulla».
Un’opera recuperata nel senso fisico, ma anche sotto il
profilo culturale e filologico – a cura di Giovanni Di
Stefano - si tratta di una produzione rara.
L’ultima rappresentazione è datata 1932, trasmessa
sulle frequenze Radio Rai, difficile quindi ricostruirne le scene e
i costumi. «Non esiste una iconografia legata a
quest’opera, abbiamo ricostruito scene e costumi su basi
culturali, non potendo contare su alcuna descrizione». Il
risultato è una commedia lirica in tre atti musicata da
Carlo Pedrotti, «un’opera degna di un Rossini o
Donizetti» commenta Acquarone, e tratta da
L’impresario delle Smirne di Carlo Goldoni.
Molto brevemente la vicenda. Si tratta di una storia ambientata a
Venezia durante il carnevale del 1780, dove giunge Abdalà,
ricco mercante di Damasco. Abdalà intende infatti formare il
cartellone di uno spettacolo da far debuttare al Teatro delle
Smirne, in Turchia. Da questo momento è tutto uno snodarsi
di equivoci e amori tra primedonne capricciose, fino al lieto fine:
Abdalà che torna in Turchia con una parte della compagnia di
canto.
«La partitura del
Tutti in Maschera è
sicuramente la migliore realizzazione del Pedrotti» spiega
Acquarone, «si tratta di una musica briosa costruita su una
raffinata scrittura armonica».
Tutti in Maschera è un inizio molto interessante per
la stagione dell’Opera Giocosa al Chiabrera, anche
perché questa commedia lirica ha un rapporto particolare con
la Liguria. La prima rappresentazione ha coinciso con
l’inaugurazione, il 18 settembre 1857, del Teatro Modena di
Genova. A Savona andò per la prima volta in scena 9 anni
dopo, nel 1866. E la rappresentazione in programma da
venerdì è stata realizzata grazie ad una sinergia
molto particolare tra l’Opera Giocosa e l’Orchestra
Sinfonica di Sanremo, «senza la quale non avremmo potuto
realizzare lo spettacolo» racconta Acquarone: «loro
infatti sono inquadrati come associazione concertistica
orchestrale, e insieme si crea un rapporto molto costruttivo, di
partecipazione».
Al Teatro Chiabrera, ormai in piena programmazione dopo gli anni
dei lavori di restauro, come dicevamo l’Opera Giocosa
porterà quest’anno alcune opere molto rare e
particolari:
Orfeo di Claudio Monteverdi nel
quattrocentenario della stesura (debutto, il 3 novembre) e
Orfeo
ed Euridice di Gluck (debutto, il 9 novembre).
Enrico Ratto
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