|
Il 25 marzo 2006 nasce, ad Albissola Marina, Off gallery che, come ama ricordare la fondatrice Silvia Calcagno, vuole essere uno spazio dinamico all'interno del quale far interagire energie differenti, dai giovani artisti ai grandi nomi dell'arte contemporanea.
«Dopo poco più di un anno, le volte pervinca e i mattoni a vista, si troveranno ad ospitare le opere di un artista di fama internazionale: Mimmo Rotella...» Così scrive Silvia, nell'introduzione al catalogo della mostra Mimmo Rotella, Strappo d'autore, che sfoglio in anteprima con lei in un bar sul lungo mare di Albissola, non lontano da via Repetto 6, dove nel frattempo fervono i lavori di allestimento per l'inaugurazione di domani, sabato 28 luglio 2007, alle 18.30.
Se da una parte, devo fare un lavoro d'immaginazione per prefigurarmi un allestimento - aperto fino al 31 agosto - dall'altra non faccio alcuna fatica ad recuperare, perché impresse, nella memoria almeno una delle innumerevoli immagini-icone create dal grande artista, maestro indiscusso della Pop Art italiana.
Da Catanzaro a Napoli, da Roma a Parigi, a Kansas City, un po' bohemien, nomade "ladro d'immagini", "reporter", come amava definirsi lui stesso, ha catturato dai primi anni del secondo dopoguerra fino alla sua morte (avvenuta nel gennaio 2006), il paesaggio metropolitano, nel quale il manifesto, arredo urbano per eccellenza, diventa nelle sue mani uno strumento di lettura di una società e di questa nel suo primo confronto con quelli che da semplici media sarebbero diventati successivamente mass-media.
Rotella, in un instancabile processo di acquisizione, si appropria della cultura popolare della città e della Dolce Vita, dei volti di attori, titoli di film, scritte promozionali, animali da circo, automobili, nudi, ecc. per dare letteralmente uno "strappo" concreto alle regole di un'arte adagiata, su convenzionalismi estetici.
Per lui la crisi avviene a Roma nel 1953, lo stesso anno in cui ha quella "illuminazione zen" che lo porterà a diventare famoso e meglio conosciuto come lo "strappamanifesti". «Giravo in Piazza del Popolo - scrive Rotella - non volevo più dipingere, poi vedo un manifesto lacerato. Mi fermo. Ho un colpo al cuore, una specie di shock. Forse è questo il nuovo messaggio, mi dico».
Su Mimmo Rotella si è parlato, scritto, esposto molto. Con questa consapevolezza la mostra di Albissola vuole essere un omaggio all'uomo-artista Rotella e alla passione che accomuna gli organizzatori, l'Associazione Culturale Zona Contemporanea e il curatore Beppe Lupo.
Un'antologica che raccoglie una trentina di lavori che vanno dagli anni Ottanta al Duemila, tracciando un percorso attraverso tutte le tecniche sperimentate dall'artista, dal decollage al frottage, dalle sovrapitture alle litografie. Tutti pezzi unici raccolti e scelti accuratamente in sei mesi di lavoro a contatto con la Fondazione Mimmo Rotella e i maggiori collezionisti italiani. Un viaggio nel mondo di un artista che insofferente ed inquieto per natura si dedicava ad altre forme d'arte come la poesia e il suono.
Ad accompagnare il viaggio, in ricordo di un Rotella "performer", delle poesie fonetiche ed epistaltiche. Uno spazio chiamato "Rotella Variation" accoglie un documento di Mimmo Calopresti dal titolo L'ora della lucertola e l'ascolto dei poemi epistaltici reincisi nel 2003 con un accompagnamento jazz curato da Tiziana Ghiglioni, coinvolgono il visitatore in un clima d'avanguardia storica, dove cinema, poesia, musica, gioco ed ironia si fondono in un'unica arte.
Ed ecco che a rafforzare (se fosse necessario) la reiterata icona di Marilyn Monroe, all'interno del catalogo, intervengono - come a restituire voce alla diva - i versi di Alda Merini:
Le farfalle sono pensieri,
i pensieri sono farfalle,
i sospiri rose d'amore,
l'amore veleno puro.
|