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A volte, nel parlare con le persone, si commettono delle ingenuità. Per esempio, domandare ad una persona con cui si ha una conversazione telefonica «Ma senti, perché apri una libreria?».
«Perché non farlo?», mi risponde Stefano Milano, ex direttore di Ricordi Media Store di Genova, che sbarca a Savona con la sua Ubik, libreria delle Messaggerie, primo gruppo italiano nella distribuzione editoriale e secondo per fatturato.
«I numeri li ho guardati -assicura Stefano- non preoccupatevi, ho fatto i miei conti, ho guardato il numero degli scontrini emessi, la provenienza delle persone... ma, prima dei numeri c'è il sogno».
Già, il sogno che ti porta a progettare uno spazio nel centro di Savona, dove ancora non esiste una grande catena libraria, e il sogno di fare una cosa che nel marketing si definisce "creare la domanda". «La domanda si crea -mi dice Stefano- in molti pensano che la città offra poco, ma questi non capiscono che, con i giusti stimoli, le persone sono pronte a seguirti nei tuoi progetti». A mentelocale.it ne sappiamo qualcosa. Seguirti tra gli scaffali di una libreria e nella presentazione di un libro. Ad un concerto (l'esperienza musicale in Ricordi, Stefano se la porterà dietro), o nella performance di un artista.
«Vorrei coinvolgere tutti i gruppi e le associazioni locali -continua- per il momento abbiamo ottenuto cose uniche in Italia: scritti inediti di Erri de Luca, Isabel Allente, Nico Orengo. A settembre avremo la collaborazione di Sanguineti, Maggiani, Moni Ovaia, oltre ad un manoscritto di Fabrizio de André che la Fondazione, attraverso Dori Ghezzi, ci presterà volentieri».
La libreria inaugura venerdì 27 luglio, alle 17, anche se è già aperta da qualche giorno. Passata l'estate, con l'autunno riprenderà la normale vita cittadina, e sarà in quel momento che la libreria potrà diventare davvero uno spazio dove passare il tempo libero, concludere una giornata di lavoro, assistere ad un incontro.
«Ho voluto un ambiente sempre accogliente, caloroso -conclude Stefano- è stato progettato da me, ovviamente con le indicazioni della casa madre, ma ho voluto una cosa molto personale e legata alla città, a Savona e alla Liguria. Non poteva dunque mancare Emanuele Luzzati, con le sue sagome in legno tra gli scaffali».
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