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La massa critica viaggia su due ruote

 
I ciclisti savonesi in bici contro il cemento. Dalle torri del Brandale fino alla Madonnetta. E domenica 29 luglio si manifesta in mare
 
   

     
Savona, 11 luglio 2007
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di Enrico Ratto
   
La Critical Mass ambientalista e su due ruote, qui a Savona, da mesi si muove contro quell'altra massa critica, quella in vetro e cemento, progettata dagli architetti stranieri e che sta pian piano sorgendo sul porto turistico di Savona.
Ieri sera, martedì 10 luglio, l'appuntamento di questi ciclisti contro il cemento era fissato sotto le torri del Brandale, e una trentina di "insospettabili", usciti dal lavoro, si sono presentati con le loro biciclette per il giro delle torri. Ovvero: Torre del Brandale (questa è storica, non è da abbattere), Torre Bofill, Torre di Fuksas (ancora sulla carta), giro in centro città per concludere di fronte alla Spiaggia della Madonnetta.

«È un modo di vivere», racconta Silvia, che partecipa alla Critical Mass savonese da poco ma che è ambientalista da una vita. Che cosa? Le chiediamo. «La bicicletta, l'ambientalismo, anche la spiaggia della Madonnetta». Le chiediamo di spiegarci meglio, perché quella spiaggia, a metà tra Savona ed Albissola Marina, di fronte alla Margonara dove sorgerà la Torre di Fuksas non è un luogo qualunque.
«La Madonnetta è uno scoglio a pochi metri dall'aurelia. Sulla spiaggia di fronte a questo scoglio ci sono i bagni, dove si fanno le grigliate, si passano le notti in spiaggia. Poi ci sono le baracche dei pescatori sulla spiaggia libera, che resistono all'avanzata dei cantieri navali. E poi c'è Ciccio». Chi è Ciccio? «È il gabbiano», dice Silvia, «Il gabbiano della Madonnetta, salvato anni fa dalla proprietaria degli stabilimenti balneari. La sera lo chiami, lui arriva». Capisco che cosa sia il modo di vivere della Madonnetta. E il legame con i cliclisti, anche quello c'è.

Fuori dal Palazzo del Comune e dai partiti, dalla politica delle parole, ci sono rimasti loro, con le loro biciclette a bloccare il traffico scampanellando su e giù per l'Aurelia, gli unici a preoccuparsi di queste cose. Lontani anni luce dalla sedute di giunta, ma vicini alla realtà. Silvia, arrivata all'appuntamento con la sua Graziella, mi racconta di essersi laureata in Scienze della Comunicazione con una tesi sul turismo sostenibile. Ha fatto l'Erasmus alle Canarie, sull'isola di Lanzarote, dove il turismo c'è, funziona, e non ha bisogno di grattacieli quotati 8500 Euro/mq per prosperare (a differenza di Tenerife, mi spiega).

«Abbiamo bisogno del turismo sostenibile che ci insegnano all'estero, perché Savona è una città di mare e di famiglie, non di ricchi con le barche, che qui non troverebbero comunque nulla di ciò che a loro interessa», conclude Silvia. Hanno diverse istanze, i ragazzi di Critical Mass a Savona: le Torri, ovviamente, questo modello di turismo che sta guidando la giunta locale verso scelte di solo richiamo (grandi architetti, grandi opere), la pavimentazione dei giardini delle Ammiraglie (a proposito: le Ammiraglie, a Savona, sono un altro esempio di che cosa significhi una gettata di cemento senza scopo: insieme alla nuova Stazione e al Palazzo di Giustizia rappresentano tutto il peggio del grigiore degli anni '70 e '80).

«Ai Giardini delle Ammiraglie, l'assessorato all'ambiente ha proposto il progetto Natura in città. Un nome che non c'entra nulla con quello che hanno fatto. I campi da calcetto sono stati sostituiti da pavimentazioni, così come i giardini».
I campanelli delle loro bici suonano anche per questo. Il piccolo tour ciclistico è terminato intorno alle 20.30 di ieri sera, e tutti sono pronti per un altro giro di giostra, anzi di bici. Questa volta in mare, di fronte alla Margonara: è prevista per domenica 29 luglio, infatti, la prima Critical Mass in acqua, a bordo di canoe e materassini.
 
 
 
 
 
 
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