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Savona: in bici per riprendersi la città

 
Martedì 10 con Critical Mass per manifestare contro lo smog. Fermando il traffico cittadino e il caos della macchine. Ecco com'è andata
 
   

     
11 luglio 2007
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di Silvia Biglino
   
Martedi 10 luglio, appuntamento alle 18 sotto le Torri del Brandale, una sorta di ingresso per chi, dalla vecchia darsena del porto di Savona, si avvia nel centro storico della città. La piazza, recentemente strutturata, diventa il punto di ritrovo per la critical mass che, dopo il successo del 9 giugno scorso, si è nuovamente riunita per la Seconda Tappa del Giro delle Torri. La massa critica è inizialmente costituita da poche persone e dalle loro biciclette, qualcuno in mountain bike, qualcun altro con una classica olandesina o una Graziella sgangherata. Con il passare dei minuti il gruppo si fa più numeroso e, con l'arrivo degli ultimi ritardari in uscita dal lavoro, alle 18.30 si parte. Guida il gruppo un ragazzo con un cappello di cartone da fatina, seguono gli altri, tra cui un bambino accompagnato da mamma e papà, chiudono il gruppo i più attivi con bandiere e cartelli stradali in cartone ad indicare "stop, critical mass".

Con pedalate lente, scampanellate e fischiettate, imbuchiamo i vicoli che dal Brandale portano al Duomo e attraversiamo Corso Italia, isola pedonale, per raggiungere il traffico del centro città: una prima tappa in piazza Mameli dove, dopo un paio di giri, recuperiamo altre persone e, molto lentamente, tra le espressioni incredule di passanti e negozianti incuriositi da questa massa di ciclisti dilettanti, raggiungiamo corso Mazzini, nodo cruciale per il traffico che collega l'uscita dell'autostrada al porto. Iniziamo ad ottenere i primi buoni risultati: dietro la volante dei vigili, che ci segue dall'inizio del percorso, qualche autista spazientito in coda inizia a suonare il clacson. E la massa critica decide di rallentare ancora un po'.
Arriviamo alla rotatoria del Priamar con una soddisfacente coda di macchine, il tempo di far passare un'ambulanza e si torna indietro ad avvisare passeggeri e autisti che "eh... c'è coda... fino ad Albissola!", scherzo un po' ingiusto, ma divertente per un pubblico che, fino a quel momento, ha sopportato civilmente chiedendo le motivazioni della nostra protesta. Si ritorna in zona pedonale, giusto il tempo per distribuire volantini ai passanti e per qualche giro in piazza Sisto IV sotto la sede del Comune.

Nessuno comanda: decide il percorso chi in quel momento si trova in testa. È il turno del bambino che si dirige verso il grattacielo Bofill e la rotatoria della Torretta: il traffico è in tilt e vola qualche insulto, qualcuno un po' più pesante accompagnato anche da un invito ad "andare a lavorare... mantenuti!". Mantenuta non sono e, se potessi, lavorerei molto di più di quanto sia possibile al giorno d'oggi.
Gli animi si sono un po' scaldati, ma la pedalata è divertente, piacevole ed è un successo perché ormai il gruppo ha raggiunto una trentina abbondante di partecipanti. Ancora un giro in piazza Mameli e poi in piazza del pesce e piazza Saffi: ancora un giro? Ancora un giro. Un altro? Un altro. E poi su per via San Lorenzo e per il quartiere di Villapiana e i tanti contestati quanto antiestetici box di piazza Bologna.
Man mano il gruppo si scioglie, ma il risultato non cambia, continuiamo a far sentire le nostre voci e i nostri campanelli. Dopo più di un'ora di invasione delle strade, si parte per la volata finale verso la Torretta, passando da piazza Diaz e davanti al Teatro Chiabrera e, infine, sempre meno e sempre più lenti per il lungomare Matteotti in direzione della Madonnetta. Ormai sono le otto di sera e, superata l'aria irrespirabile della galleria che sbuca ad Albissola Marina, è bellissimo guardare verso Levante e vedere finalmente il mare libero dal porto e lo scoglio della Madonnetta al tramonto. Siamo stanchi, ma soddisfatti, qualcuno stappa una birra, altri sollevano la bici in segno di vittoria e, liberata la strada, permettiamo ai vigili di far riprendere la circolazione del traffico.

Neanche il tempo di essere scesi dalla bici e si parla già di fissare un altro incontro per questa massa critica di persone che, per qualche ora, si sono riprese la città e l'hanno attraversata e vissuta pacificamente, fermando il traffico e il caos delle automobili. La motivazione comune è di manifestare contro lo smog, l'inquinamento, l'aumento del cemento nel nostro territorio, e condiviso da tutti è anche il piacere di pedalare lentamente in città senza la paura delle macchine che ti sfrecciano intorno, un desiderio ricorrente ogni volta che salgo in sella alla mia Graziella sgangherata.
 
 
 
 
 
 
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