mentelocale Ultimo aggiornamento Venerdě 10 febbraio - 03.17
mentelocale
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale   mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
  Musica  |   Teatro  |   Cinema
mentelocale
 
         Genova
 Imperia
 La Spezia
      
 Milano      
Newsletter  | Agenda eventi | Oggi al cinema | Multimedia
 
 
 
facebook rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
savona  >  spettacoli  >  Musica

Steve Hackett: eclettico gentleman

 
Lo scorso 24 marzo l'ex-chitarrista dei Genesis si č esibito a Savona. Un repertorio tra pop, rock e musica classica. E un pubblico commosso
 
   

     
27 marzo 2007
Stampa Invia amico
 
di Enrico Pietra
   
Steve Hackett
© foto: www.rock.com.mx
Steve Hackett
 
Leggi anche
Steve Hackett stupisce ma non eccita

Leggi la rubrica
C'era una volta il rock
Sopraffino e raffinato, quasi irraggiungibile, chino sulla chitarra e con modi da vero gentleman: così si è presentato Steve Hackett al Teatro Chiabrera di Savona (unica tappa ligure di un generoso tour in giro per la penisola) lo scorso sabato 24 marzo. Condannato forse per sempre ad essere identificato come l'ex-chitarrista dei Genesis, il londinese Hackett vanta in realtà una carriera solistica trentennale (la dipartita dal gruppo che fu di Peter Gabriel risale al 1976), costellata da un continuo divagare tra pop, rock e musica classico-romantica del tutto sorprendente. Opere come A midsummer's night dream, per chitarra classica e orchestra - la Royal Philharmonic - e Sketches of Satie (dedicato al compositore francese Erik Satie) brillano come perle a testimoniare la non comune versatilità del musicista (che nasce pur sempre come chitarrista rock).

Anche il suo procedere estremamente eclettico, fresco di un nuovo disco "elettrico" (Wild Orchids) eppure in tournee con il trio acustico (il fratello John al flauto traverso - in realtà una sorta di ibrido, ripiegato a mo' di oboe -, e l'eccellente Roger King alle tastiere), ha un che di sorprendente. Così Segovia si alterna con noncuranza a Debussy, Giuliani a Satie e ai Genesis in un unicum rigoroso e mai forzato, nè fine a sé stesso, capace anzi di varcare la soglia del cuore. A Savona se n'è avuta la riprova: quaranta minuti abbondanti di sola chitarra classica amplificata (con il vantaggio cioè di non dover far arrivare il suono a tutti i costi e lo svantaggio di essere percepibile ad ogni microscopica imperfezione), suonata con pulizia e tocco invidiabili, e almeno il doppio coi sue due compagni di viaggio. Il trio in particolare ha affascinato per compattezza e sensibilità, nonché per la facilità ad interpretare sempre con molta naturalezza il pop più raffinato e sognante (Walking away from rainbows è un tale concentrato di purezza da lasciare senza fiato), la musica contemporanea (l'atonale In three, del pianista Roger King) e i tributi a Bach (Bacchus). Spiace unicamente aver avvertito la sensazione che l'attempato pubblico presente, pur attento e molto caloroso, conteggiasse ogni brano nell'attesa del successivo tuffo nella memoria, quel riecheggiare genesisiano da cui Hackett, forse suo malgrado, non può proprio esimersi. La nostalgia dell'ingombrante passato è troppo forte (Blood on the rooftops e Hairless Heart - a fornire qualche richiamo - sono d'altra parte il marchio di un'epopea indimenticabile) e la platea non sembra comprendere fino in fondo lo sforzo compiuto per consolidare una propensione al bello che perdura nel tempo lontanissima dalle mode.

Il resto è magia pura e c'è anche chi sfoga la commozione in qualche piccola lacrima: Hands of priestess, Kim, Ace of wands sono infine colpi inferti al cuore, con atmosfere tanto incantate da sembrare avere il potere di condurre a mondi lontanissimi. Lo spettacolo finisce troppo in fretta: per il cinquantasettenne chitarrista - ormai ingobbito dagli anni di studio su sgabello e poggiapiede - e i suoi due musicisti è un inarrestabile scroscio di applausi, nell'attesa dei prossimi incanti. Che non saranno condivisi, per fortuna, da quel che resta dei redivivi Genesis.
 
 
 
 
 
 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
   
 




 

Oggi in home page
  Un romantico weekend di febbraio  
  Lettere d'amore e cibo a San Valentino  
  Centazzo: torna il giudice Toccalossi  
  Elio Berti racconta Timoteoteatro  
  Savona a tavola: il libro di Iaccarino  
  Leggi l'homepage di oggi  
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License